Il Sofa-gate nei quotidiani italiani e stranieri

di Alessandra Staiano

 

Lo hanno chiamato “Sofa-gate”, ma in realtà non sono poche le definizioni del caso della sedia mancante per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, durante l’incontro ufficiale tra l’Unione Europea e il governo turco ad Ankara del 7 aprile 2021. Un episodio che non è passato inosservato agli occhi degli analisti politici e della stampa italiana.

I fatti sono noti. Nel salone dove si è svolta la riunione tra il premier turco Recep Tayyip Erdogan e i rappresentanti delle due più importanti istituzioni europee, vale a dire Ursula von der Leyen capo della Commissione Europea e Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo, erano stati predisposti solo due “posti d’onore” sotto le bandiere di UE e Turchia. Le sedie sono state occupate dal padrone di casa e dal belga Michel, mentre la von der Leyen è stata costretta ad accomodarsi su un divano laterale.

L’incidente del cerimoniale è stato subito evidente. Se ne è parlato molto anche perché l’episodio contiene in sé una serie di questioni politicamente sensibili: l’autoritarismo di Ergodan e le difficoltà di intrattenere relazioni con il suo governo da parte di Paesi democratici; lo scarso riguardo dei leader stranieri verso le istituzioni europee; il conflitto latente tra quelle stesse istituzioni e la Commissione che- è bene ricordarlo- ha maggiori poteri rispetto al Consiglio; last but not least il sessismo manifestato in un Paese appena uscito dalla Convenzione del Consiglio d’Europa contro la violenza sulle donne sottoscritta nel 2011- paradossale coincidenza- proprio a Istanbul.

In quest’articolo passiamo in rassegna le prime pagine dei principali quotidiani italiani, andati in edicola all’indomani dell’episodio, con un occhio anche ai due giorni successivi. Lo facciamo nella consapevolezza che la gerarchizzazione delle notizie è la cartina di tornasole della linea editoriale di una testata. Cosa va in prima, in quale posizione e con quali titoli è il risultato di scelte che parlano dell’identità di un giornale, talvolta in modo anche più diretto e immediato di un editoriale.

Va premesso che in nessun caso il “Sofa-gate” ha conquistato l’apertura dei principali quotidiani italiani impegnati ormai da oltre un anno nella cronaca della pandemia. L’8 aprile la notizia d’apertura è stata dedicata al nuovo verdetto dell’Ema sul vaccino AstraZeneca.

Il Corriere della Sera ha riservato ampio spazio al “Sofa-gate” con una foto-notizia a centro pagina: in primo piano, la presidente Von der Leyen di spalle che guarda gli altri due leader che si sono già accomodati sulle sedie, con Michel che sta con le mani sui braccioli, non si capisce se perché sta completando la seduta o se è nell’atto di rialzarsi. Viene comunque immortalato in un momento di forte imbarazzo. Il titolo è “L’offesa a von der Leyen lasciata senza sedia”. Il termine “offesa” è netto ed è riferito alla leader della Commissione Europea. Nel mirino delle critiche finisce il Presidente Michel che non ha ceduto la sua sedia o che, comunque, non ha in alcun modo protestato. A rimarcare questo aspetto è il “Caffè”, la rubrica quotidiana in cui Massimo Gramellini commenta il fatto del giorno con il titolo, appunto, di “Sofa-gate”.

Repubblica ha dedicato meno spazio, ma ha aggiunto un elemento alla narrazione e all’interpretazione del caso. Alla vicenda è stato dedicato l’intero colonnino destro. Sotto l’etichetta “Diritti” sono stati pubblicati tre titoli: uno di cronaca “Turchia, l’offesa di Erdogan. Nega la sedia a von der Leyen”; due di commento “Uno schiaffo all’Europa”, che allarga la portata dell’offesa (stesso termine usato dal Corriere della Sera) dalla leader all’istituzione che rappresenta e “Il silenzio dell’altro uomo” a firma di Natalia Aspesi che stigmatizza il comportamento di Michel, così come fatto anche da Gramellini.

La Stampa ha dato risalto alla notizia e ha introdotto un ulteriore fattore nell’interpretazione: anche in questo caso la scelta è caduta su una foto-notizia a centro pagina con il titolo che parla di “machismo” di Erdogan. Un termine quest’ultimo che mette insieme il sessismo nei confronti della leader donna e l’autoritarismo del premier turco. Rimanda a questa ultima dimensione di leader non democratico, nonché alle critiche a Michel, anche l’altro titolo sulla vicenda: “Nel Sofagate del regime, Michel si inchina al sultano”.

Nessuna testata, comunque, neanche la più critica nei confronti di Ergodan, ha usato la parola “tiranno” con cui il premier Mario Draghi commenterà il giorno dopo l’accaduto, provocando qualche tensione diplomatiche tra i due Paesi e facendo tornare la notizia in prima su tutti i quotidiani.

Hanno giocato la carta dell’ironia i giornali regionali facenti parti del gruppo “Quotidiano Nazionale” (La Nazione-Il Resto del Carlino, Il Giorno): foto-notizia molto ampia a centro pagina con il titolo sovra-impresso “Poltrone e Sofà”, con il gioco di parole che da un lato rimanda a una nota azienda del settore e dall’altro richiama i simboli del potere (le poltrone) occupati dai maschi e della casa (il sofà) dove è seduta una delle donne più importanti del mondo. Dal punto di vista linguistico la scelta è la più soft tra quelle utilizzate e il caso è definito nel titolo “Sgarbo della Turchia alla Presidente della Commissione Europea”.

Di tutt’altro tono le parole usate da La Verità che sulla foto-notizia a centro pagina ha composto il titolo “L’Europa si fa umiliare dall’islamico Erdogan” con un esplicito riferimento alla religione prevalente in Turchia. Un particolare evidentemente interessante per il quotidiano di area destra-centro. Toni pesanti anche da parte de Il Tempo dove nella rubrica fotografica “Il Tempo di Osho” campeggiava il titolo “Erdogan toglie la sedia a Ursula e umilia l’UE”. Ciò insieme all’immagine dei tre leader nel salone di rappresentanza diventata un meme con la Von der Layen che chiede se può accendere la Tv o se arreca fastidio. Va notato un particolare: questa volta la presidente della Commissione Europea viene indicata con il nome di battesimo, come accade spesso alle donne in posizioni di prestigio. Lo fa anche un altro giornale di tutt’altro orientamento politico. Il Riformista ha pubblicato infatti un grande primo piano della Von der Leyen, titolando “Ursula lasciata in piedi. Lo schiaffo di Erdogan all’Europa”.

La notizia non è comparsa sulle prime pagine de Il Fatto Quotidiano, Il Giornale e Il Manifesto, tre giornali dall’orientamento politico assai diverso tra loro che hanno scelto di ignorare la vicenda. Coincidenza ha voluto che le prime due testate proprio quel giorno dedicassero ampio spazio in prima ad altre due donne, ma per criticarle. Il Fatto ha tuonato “Moratti, vergognati”, scagliandosi contro l’ex sindaca di Milano ora assessora alla Sanità in Regione Lombardia per la vicenda degli anziani lasciati in coda al freddo per la campagna vaccinale. Il Giornale invece ha pubblicato la foto della scrittrice Michela Murgia stigmatizzando la sua uscita in Tv sul ruolo di un militare, il generale dell’Esercito Figliuolo, nella gestione della campagna vaccinale.

La foto di Ursula Van der Layen in piedi ha fatto capolino nel taglio basso della prima pagina ne Il Sole 24 Ore con il titolo “L’imperdonabile gaffe di Ergodan con von der Leyen”. Il quotidiano economico recupererà spazi due giorni dopo quando in una “finta apertura” pubblicherà l’intervista in esclusiva a Charles Michel che si giustificava per quanto accaduto: “Capisco le critiche, ma ho voluto evitare incidenti. Mi ha tolto il sonno”.

Che sia stato interpretato come offesa, schiaffo, atto di machismo, addirittura umiliazione o più bonariamente quale sgarbo o gaffe nei confronti della Presidente Von der Leyen o in alternativa nei confronti di tutta l’Europa, sta di fatto che il Sofa-gate ha trovato diritto di cittadinanza nelle prime pagine dei quotidiani italiani. Così non è stato Oltralpe: Le Monde e Le Figaro non hanno dedicato un rigo alla vicenda in prima pagina. Ne’ lo hanno fatto in Germania Der Tagesspiegel e Built. In Spagna il caso è stato ignorato da El Pais e da El Mundo, ma è stato riportato ampiamente dal quotidiano La Vanguardia che ha parlato di “desaire”, vale a dire di affronto, di Ergodan alla presidente von der Leyen.